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Corriere assieme agli altri per raggiungere il traguardo

Quando ci si allena si corre da soli o con poche persone.

Si ha bisogno di totale libertà, di ascoltare il proprio corpo, d'imparare ad ascoltarsi, di sentire il sudore che scorre, di portare sempre al limite mente e corpo.

Si va in posti sperduti, in campagna, si attraversano campi e fiumiciattoli, ci si sporca, non si beve nemmeno un sorso d'acqua e si riprende coscienza che questo cuore che batte forte presto smetterà di farlo - presto è pure fra 80 anni! - e che quella terra in salita che adesso ti fa sputare sangue, prima o poi ti riaccoglierà amichevolmente.

Ma in gara, in gara - come nella vita - non si corre mai da soli - non siamo mai soli!

Tutti a misurarsi, gli uni accanto agli altri. Se uno ha imparato a conoscersi, sa anche fin dove può arrivare, che ritmo può tenere, fino a che punto può tirare e quando è il caso di mollare. Non importa quando vada forte quello accanto a noi: bisogna fare sempre i conti con noi stessi.


E stringere la mano all'avversario - compagno - che ha fatto lo stesso percorso assieme a te - che sudato come te, che si è allenato più o meno di te, che ha sfidato se stesso ed il suo cuore proprio come hai fatto tu. Senza mai riguardarsi. Spendendo tutto quello che poteva essere speso. Sudando tutto quello che si poteva sudare. Che poi è proprio questo il bello, è proprio questo quello che conta.

Dare tutto quel che si può dare senza aver nessun riguardo per se stessi - sapendo che c'è già Qualcuno che ha ben riguardo di noi stessi!

La lezione del corvo che non fa niente

C'era un corvo che se ne stava appollaiato sui rami alti d'un albero e non faceva niente tutto il giorno.

Un coniglietto di passaggio vide il corvo e gli chiese:
- Posso starmene anch'io seduto qua a non far niente tutto il giorno?
- Certo, perché no? - rispose il corvo.

E il coniglietto si sedette comodo a terra sotto il corvo a riposarsi.

All'improvviso apparve una volpe, saltò sul coniglietto e se lo mangiò.


Lezione di carriera: per startene seduto a non far niente tutto giorno, devi essere seduto molto in alto.

Fuga per la libertà

Ci sono posti tristi e bui - grigi e cattivi - e posti splendidi, pieni di luce e di pace. E dovrai attraversarli entrambi!

Impossibile scappare - anche se è la prima cosa che ci viene in mente! - ma impossibile pure non vederne il male ed il marcio - mamma mia che puzza che c'è qua... ma che cosa è?

Inutile anche fare finta di non vedere - anzi se vedi, cerca di non smettere di vedere!

Perchè pure vedere è un dono!

La maggior parte del nostro tempo lo passiamo invece a non vedere - guardiamo ma non vediamo o facciamo finta di non vedere - e se intravediamo chiudiamo subito quello spiraglio e sbattiamo la porta per rimanere belli chiusi nella stanza, assieme agli altri. Tanto una finestra per vedere fuori e per far entrare un po' di luce e d'aria c'è e allora, chi se ne frega!

Vedere porta a rendersi conto, rendersi conto vuol dire farsi un problema di coscienza, farsi un problema di coscienza ci fa porre delle domande, farsi delle domande vuol dire mettere tutto in ballo - rigiocare tutto fino all'ultimo spicciolo - per cercare delle risposte - ancora una volta devo fare questa fatica?

Questo vuol dire pensare, interrogare ed interrogarsi, distruggersi se necessario per ricostruirsi. Insomma vuol dire poter perdere il proprio pensiero per riconoscere la verità di un altro pensiero, vuol dire poter perdere certe sicurezze scoprendo e riconoscendo che sono profonde debolezze e chiusure anzichè aperture di possibilità e belle esperienze. Significa porsi nelle condizioni di perdere: perdere la faccia, perdere soldi, perdere contatti, perdere possibilità. Perdere tutto di fronte agli altri ed al loro pensiero - che nella maggior parte dei casi per noi è tutto! - ma in certe circostanze questo perdere è guadagnare profumatamente ed un ritrovare immensamente se stessi. Vuol dire ricominciare a vivere, finalmente.

Riguadagnare la propria libertà. Riguadagnare il proprio tempo. Riguadagnare la libertà di pensiero. Riguadaganare la libertà di dire quel che si pensa davvero - e non dire quel che dobbiamo dire condotti dalla circostanza che stiamo vivendo per non perdere la faccia! - Riguadagnare la nostra dignità. Riguadagnare la nostra testa. Riguadagnare la possibilità di essere come siamo, ridendo e scherzando, gettando nel posto adatto - il cestino! - un sacco di pensieri e situazioni che non stanno nè in cielo nè in terra - ma che sono divenuti, diabolicamente, sia cielo sia terra.


Vale tutto l'oro del mondo!

Come fingersi grandi lavoratori - e fare carriera?



Ho letto questo articolo di giornale - ma di quale rivista o quotidiano sarà stato? Qualcuno lo sa? - per la prima volta appeso nell'ufficio dove lavoro ormai da quasi un anno ed è stato amore a prima vista.. Non si sa chi ce l'abbia attaccato ma è troppo bello anche perchè è troppo vero: la gente fa effettivamente così  come descritto! E fa anche molto, molto di più!

Fingere di lavorare sempre e sempre, senza sosta, in alcune strutture organizzative - che non amo per niente! - è una delle principali regole basilari per cercare di fare carriera.

Ed oltre ai "suggerimenti" dell'articolo, io aggiungerei pure:
  • lamentati spesso del troppo lavoro con tutti e in ogni occasione: la gente finirà per credere che effettivamente lavori davvero tanto;
  • non alzarti spesso dalla sedia: più riesci a stare attaccato col sedere e fermo alla scrivania con la mano sul mouse e gli occhi sullo schermo del pc e più il tuo essere indaffarato sarà credibile;
  • lascia a qualcun altro l'incombenza di "chiamare gli altri per la pausa caffè" perchè chi ha questo incarico - ed in ogni ufficio c'è colui che spontaneamente resiste di meno e si candida per acquisire questo titolo - non è mai o quasi mai considerato un vero lavoratore doc ma bensì, spesso, un "cazzone" doc!
Sai suggerirne altri? (possono sempre fare comodo!)

10 cose che odio del lavoro dipendente

  1. essere vincolato a stare in ufficio un sacco di ore, molte più di quelle necessarie per concludere quel che devo fare in giornata;
  2. essere vincolato ad orari di entrata e di uscita compreso il tempo - limitato - di pausa pranzo;
  3. avere sempre qualcuno che controlla il mio operato e che si diverte a chiedere ogni mezz'ora "a che punto siamo?" senza che conosca le reali difficoltà di ciò che va fatto;
  4. avere qualcuno sopra di me che è un emerito incompetente in quello che facciamo (a chi chiedo aiuto, a parte l'onniscente Google?) - non è possibile chiedergli un aiuto tecnico perchè non ne sa niente e ti si attacca alle palle come un gatto malefico finchè non hai finito quel che devi fare solo perchè lui dovrà rendere conto dello stato di avanzamento dei lavori al suo diretto superiore!
  5. avere qualcuno sopra di me che vive e lavora con l'ansia di essere perfetto per rendersi perfetto davanti al suo superiore: trasmette solo ansia e preoccupazione, agitazione e sconquasso nel gruppo di lavoro; non aiuta al raggiungimento dell'obiettivo previsto - anzi molto spesso è proprio controproducente rallentando pure il lavoro degli altri e non contribuisce in nessun modo a creare un un clima lavorativo positivo dove ognuno è spinto a dare sempre il massimo!
  6. avere qualcuno sopra di me che non ha in se il gusto bello della vita, dell'avventura e che non è propositivo e non fa niente per fare gruppo e per far star bene le persone, per farle crescere e realizzarsi - non ha capito niente ma proprio niente della vita perchè anche se prendesse 200mila euro di stipendio, ma non aiuta chi ha vicino, a cosa gli giovano?
  7. avere uno stipendio fisso senza possibilità di poterlo incrementare in base a nuove idee e progetti e senza che vi sia una corrispondenza effettiva sul quanto e sul come si è capaci di lavorare e produrre - che sia però anche un'ancora di salvezza ed una bella sicurezza?
  8. essere pagato pochissimo per sviluppare funzionalità che vengono vendute dal business un sacco di soldi!
  9. non avere la possibilità di impiegare le proprie doti e capacità a pieno - sviluppare la propria creatività, impiegarla e metterla a frutto!
  10. essere sempre inesorabilmente dalla parte della lama - la parte del manico ce l'hanno sempre i capi e la puntano ciclicamente contro di te! - e com'è la roulette russa, prima o poi ti tocca!

Ricalpestare le stesse pietre di una volta

Il Vento della Speranza ti porta lontano ed alza le foglie e le carte di giornale da terra - ed alza te da dove sei entrandoti fin dentro al golf - infastidendoti e pungendoti ma svegliandoti.

Lo stesso Vento può ricondurre i tuoi piedi sulle stesse pietre già calpestate, sulle stesse pietre dure e amate - divenute morbide con lacrime, pianti e gioie - sullo stesso tufo che ti entra negli occhi per farteli lacrimare - sarà polvere o Vento?

Non stringere i pugni e stringi i pugni: perchè c'è ancora tempo per stringere i pugni ed aprire le mani. Per sentire ancora il Sapore ma con retrogusti diversi. C'è tempo ancora per fare tardi - e non dormire mai - per fare presto attendendo di fare colazione - assieme - attendendo ancora gioie, ancora eventi - cercandoli, costruendoli - assieme.

Passare dagli stessi luoghi, avanzare sugli stessi tratti, gli stessi piedi, gli stessi muscoli, lo stesso sudore, la solita fatica ed il solito cuore che batte dall'emozione e dalla gioia: ma non gli stessi occhi, non lo stesso cuore, non lo stesso sangue, non le stesse mani, non la stessa pelle addosso. E brividi che scorrono - salgono e scendono - tratti di nobiltà con tratti da osteria - vino assieme alla carne - risa e schiamazzi sulle riflessioni più profonde trovate portate dal Vento nelle vie più belle del mondo - calpestate dai giorni più normali ma straordinari.

Anche la pietra più brutta, anche la pietra più brutta è la più bella e la più amata: il colonnino bianco, il mattone rosso ed il tetto disconnesso, la salitina che fa sudare, l'albero che respira e fa respirare. Ed il Vento che passa, si ferma, ti cerca, ti abbraccia, ti gira e ti rigira, ti scalda e ti prende la mano - la lascia e la riprende - e la bacia. E promette e dice - Niente di speciale! - ma guarda con gli occhi furbi e sorride. Ha già detto tutto quel che c'è da dire - già si è inteso quel che c'è da intendere! E cosa c'è da intendere?

Così ti sciogli volentieri nel caldo del tuo cappotto ben abbottonato, nascosto dietro la sciarpa rifugio dal freddo e dalle lacrime - dall'acqua portata dal Vento! Che piova, che grandini, che scrosci - che tuoni e che lampi!

Fai te... perchè - purchè - camminerò ancora su di te!

(foto scattata alle 8 del mattino senza aver dormito nemmeno un minuto i primi di gennaio del 2009!)

I santi hanno vinto senza usare strategie di marketing!

In barba a tutte le strategie e le efficacissime possibilità del marketing, anche del marketing più spinto e di ultima generazione, se ne stanno coloro che del marketing, se ne sono sbattuti altamente - e non vorrei dire cosa, potete facilmente immaginarlo!

Già: tutte le nostre gare per raggiungere vertici, primi posti nelle classifiche di gradimento, i nostri incredibili archibugi per aumentare di visibilità - perchè la pubblicità è l'anima del commercio! - tutte queste frivole e basse preoccupazioni, non sono interessate a coloro che hanno scritto una strada nuova pur seguendone una già scritta da sempre!

Colui che scriveva la loro strada non era uno qualsiasi che prende carta e penna così e scrive quel che gli viene in mente: un qualsiasi grasso e grosso scrivano saprebbe fare una cosa del genere! Questo scrittore è proprio un artista, uno mai sentito prima eppure già conosciuto, uno il cui nome passa spesso di bocca in bocca,  che è anziano eppure giovanissimo, che ha energia da vendere e da sprigionare. E si chiama Gesù!

Essi si sono preoccupati soltanto di una cosa: seguirLo! E seguire è molto diverso da inseguire!

Si insegue sempre qualcosa che scappa e che ci fa dannare per stargli dietro, per cercare di raggiungerlo. Si segue qualcuno che aspetta il nostro passo perchè si affianchi al suo, per poter camminare fianco a fianco, sorridendosi l'un l'altro, aiutandosi, scherzando. Chi si fa inseguire ci mette sempre in affanno e scappa sempre da noi: ma chi si lascia seguire, ci precede e ci segue, ci affianca e parla con noi. Anche se sta davanti a noi per guidarci, il suo sorriso è già dentro di noi e camminando, a distanza, siamo già vicini - quasi una cosa sola con Lui! SeguirLo non reca affanno, ma Pace Profonda! Per inseguire occorre correre e muoversi: per seguire occorre fare attenzione ai passi ed ai movimenti di chi guida perchè dalle sue direttive dipenderanno le nostre mosse, cosicchè i nostri movimenti diventino simili ai Suoi! Il nostro ben intendere subito le sue direttive ci fa stancare meno: l'alternativa è il brancolare nel buio per averle male ascoltate ed un po' di fatica in più per recuperare il passo perduto!

Non perdere tempo ad inseguire!

Ma perdi sempre tempo a seguire, perdi ogni minimo tuo ritaglio di tempo a cercare di capire le mosse per seguirLo! Ogni frammento di tempo è buono per farselo riempire da Lui: la mattina quando non hai assolutamente voglia di alzarti e di aprire un occhio e la sera quando vorresti spaccare il mondo dopo l'ennesima giornata di duro lavoro che sembra non sia servito ancora a niente e a nessuno; il viaggio in treno annoiante ed il tempo perso ad aspettare il pullman alla fermata; mentre scruti la gente stanca come te nella metro affollata e mentre contempli il cielo su un campo verde nelle campagne più belle che tu abbia mai visto!

Questo artista sarà sempre lì, per te!

E quando te ne andrai, lontano, tanto che vorresti scappare dalla tua stessa vita, Egli stesso ti seguirà,  per ritrovarti e per riabbracciarti e donarti quell'abbraccio potente che ancora non ti aveva dato. Perchè Egli ti ama pazzamente!

A Lui davvero non conta che tu sia un vincente o un perdente, che tu sia famoso o il più sconosciuto degli sconosciuti: non gliene frega proprio niente! Egli ti ama pazzamente e così tanto che non immagini nemmeno! Ma presto, presto lo scoprirai, se lo seguirai. Dagli un attimo e te ne regalerà altri 100 e ancor più belli! Donagli un pensiero ed Egli te ne donerà 1000 incredibilmente inaspettati e sempre nuovi!

Dunque i seminari di marketing ti sembreranno pure noiosi, ridicoli, inutili, stupidi!


Il tuo pensiero non sarà più di quello di far conoscere a tutti i costi ma quello ben diverso di ConoscerLo a tutti i costi!

E così lasciare ancora nelle Sue mani il pennino piumato che scorre veloce, per scrivere la tua storia - e la Sua nella tua! -, giorno dopo giorno, come già altri nostri amici - che ci aspettano per abbracciarci anch'Essi assieme a Lui! - hanno fatto: ognuno ha lasciato a Dio il compito di inventarsi la trama e gli intrecci degli snodi della loro vita lasciando a Lui, Vita stessa, di scrivere un altro personalissimo Inno alla Vita per farci uscire dal mondo e rientrarci lindi e puliti accompagnati da Lui e lasciare così la nostra piccola - ma anche Sua! - esclusiva scia luminosa nel mondo!

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Ogni blog è un viaggio come la vita stessa

Un viaggio nella mente del suo autore, nel mare dei suoi interessi, nei trucchi del suo lavoro.

Ognuno offre quel che vuole e quel può, senza regole.

C'è chi insegue le 1000 regole perfette per far piacere il proprio blog e portarlo nelle più alte vette delle classifiche di Google - per cercare di mettere il proprio sito sempre sotto il naso del più alto numero di passanti! - c'è chi invece si disinteressa completamente di questo e getta nella rete i propri gusti, i propri pensieri e molto della propria vita privata. C'è chi del blog ne fa o ne vorrebbe fare una professione, chi è alla ricerca di clienti, di affari, di nuove potenzialità da sfruttare e canali da sfruttare col web marketing.

Insomma c'è chi blogga per gioco e per divertimento, chi lo fa con la serietà del più fervente professionista ma ciò che è indubbio è che tutti si divertano a prendere la propria canoa e a farsi il proprio giro per la raccolta dei propri luoghi-virtuali preferiti.

Un viaggio che, partendo da un punto scelto ben definito, passando di blog in blog e cliccando di link in link non si sa mai dove vada a finire - proprio come accade nella vita!